La lettura per comprendere il mondo e le persone che lo abitano. Intervista a Patrizia D'Attanasio
In un tempo attraversato da cambiamenti profondi, sfide sociali e nuove fragilità, parlare di futuro significa inevitabilmente parlare delle nuove generazioni. Ma significa anche interrogarsi sugli strumenti che abbiamo per accompagnarle nella crescita, nell'acquisizione di uno spirito critico e nella costruzione di una società più consapevole.
Tra questi strumenti, i libri continuano a occupare un posto speciale. La lettura non rappresenta soltanto un'opportunità di conoscenza, ma anche un esercizio di empatia, dialogo e comprensione dell'altro. È proprio da questa riflessione che prende spunto il numero speciale della rivista Leggere:Tutti, realizzato in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 e ispirato al tema della manifestazione: "Il mondo salvato dai ragazzini".
Ne parliamo con Patrizia D'Attanasio, direttrice editoriale della rivista, per riflettere sul ruolo della letteratura nella formazione delle nuove generazioni e sul contributo che libri, cultura e lettura possono offrire alla costruzione di un futuro più giusto, equo e umano.
Il tema scelto dal Salone del Libro, "Il mondo salvato dai ragazzini", è al tempo stesso una provocazione e una speranza. Qual è stata la riflessione che vi ha spinto a dedicare un intero numero di Leggere:Tutti a questo argomento?
Fin dalla sua nascita, Leggere:tutti, mensile del libro e della lettura non ha voluto essere soltanto un periodico che parla di libri, ma un vero e proprio "enzima culturale" capace di generare nuove iniziative, incontri e progetti dedicati alla promozione della lettura. Per questo il tema "Il mondo salvato dai ragazzini" ci è sembrato naturale: rivolgersi ai giovani vuol dire investire sullo sviluppo culturale del Paese.
La riflessione nasce dalla nostra stessa missione: contribuire alla crescita della lettura in Italia e creare occasioni di incontro tra libri, autori e cittadini. Il tema "Il mondo salvato dai ragazzini", titolo che rende omaggio all'opera omonima di Elsa Morante , pubblicata nel 1968, ci è sembrato particolarmente attuale, perché invita a riconoscere nelle nuove generazioni non soltanto i lettori di domani, ma i protagonisti del cambiamento di oggi.
Da oltre vent'anni Leggere:tutti racconta il mondo del libro in tutte le sue sfaccettature, dando voce a scrittori, editori, bibliotecari, librai e lettori. Dedicare un intero numero a questo argomento rappresenta la volontà di ribadire la nostra fiducia nella capacità dei giovani di interpretare le sfide del presente e di costruire nuove visioni del futuro. È una scelta coerente con le tante iniziative, che promuoviamo sul territorio e che vedono proprio i ragazzi tra i protagonisti più attivi.

In un'epoca dominata dalla velocità e dalla comunicazione istantanea, quale ruolo può ancora svolgere la lettura nella formazione di giovani cittadini consapevoli e capaci di interpretare la complessità del presente?
La lettura rappresenta un antidoto alla superficialità. Mentre la comunicazione digitale tende spesso a semplificare ed accelerare, il libro invita ad approfondire, a riflettere e a confrontarsi con punti di vista diversi. Con la lettura si sviluppa lo spirito critico, la capacità di analisi e l’autonomia di giudizio. È proprio questo il messaggio che Leggere:tutti cerca di trasmettere ogni mese attraverso la rivista, che considero il vero biglietto da visita del nostro brand: uno strumento che non si limita a recensire libri, ma accompagna i lettori alla scoperta di tutto ciò che ruota attorno alla cultura del libro.
In ogni numero, infatti, raccontiamo non solo i libri, ma anche le librerie indipendenti, le biblioteche, le case editrici, i festival, gli autori e tutte quelle realtà che contribuiscono a costruire una comunità di lettori. In questo senso la lettura non è un gesto individuale, ma un'esperienza, un’opportunità che crea relazioni e cittadinanza, formando cittadini più consapevoli, perché insegna a comprendere la complessità invece di temerla.
I libri ci permettono di entrare in contatto con vite, culture e punti di vista differenti dai nostri. Quanto è importante oggi educare le nuove generazioni all'empatia attraverso la letteratura?
È fondamentale. L'empatia è una delle competenze più preziose, che possiamo sviluppare attraverso la lettura. Entrare nelle storie degli altri consente di imparare a comprendere fatti, eventi, emozioni e culture diverse dalle nostre. In un mondo spesso attraversato da divisioni e polarizzazioni, i libri aiutano a costruire ponti.
Questa dimensione è presente in molte delle iniziative che promuoviamo: dai viaggi letterari come "Una nave di libri per Barcellona" e "aMare Leggere", fino agli incontri con autori e ai festival culturali. Sono occasioni nelle quali la lettura diventa esperienza condivisa e strumento di dialogo tra persone, generazioni e realtà differenti.
Spesso si parla dei giovani come destinatari della cultura. Quanto è importante, invece, riconoscerli come protagonisti attivi del cambiamento e della costruzione di nuove narrazioni per il futuro?
È essenziale. Una delle sfide più importanti della promozione della lettura consiste proprio nel passare da una logica di trasmissione ad un criterio, un ragionamento orientato alla partecipazione. I giovani non devono essere considerati semplicemente fruitori di contenuti culturali, ma autori di idee, linguaggi e progetti.
Lo vediamo nelle attività che organizziamo da anni, dalla costituzione dei Club di Leggere:tutti per aggregare sul territorio gli amanti della lettura ai concorsi letterari nazionali, fino alle iniziative dedicate in particolare agli studenti. Quando vengono coinvolti attivamente, infatti, i ragazzi dimostrano creatività, sensibilità e capacità di esprimere ed illustrare letture originali della realtà. Riconoscere questo ruolo rappresenta un investimento concreto sul futuro della cultura.
Dal suo osservatorio privilegiato nel mondo dell'editoria e della promozione della lettura, quali sono i segnali più incoraggianti che vede emergere nei ragazzi di oggi rispetto al loro rapporto con i libri e con la cultura?
Lo vediamo ogni anno durante "Una nave di libri per Barcellona", nei progetti dedicati alle scuole come "aMare Leggere", nei concorsi letterari nazionali di narrativa breve che promuoviamo, come “A tavola d’estate” dello scorso anno e l’attuale “Le piante ci salveranno”,che scade il 31 luglio 2026, dedicato all’importanza dei boschi, degli alberi e del verde urbano, in collaborazione con Greenitaly – Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio e partner culturale il Labirinto della Masone, con premiazione dei vincitori il 9 ottobre 2026 al Pala Verdi di Fiere di Parma nel corso di Greenitaly 2026.
Quando ai giovani viene offerta l'opportunità di partecipare attivamente, rispondono con entusiasmo, curiosità ed una sorprendente capacità di approfondimento. I segnali positivi sono numerosi. Innanzitutto vediamo un crescente riscontro delle nuove generazioni agli eventi culturali e alle iniziative legate alla lettura. Manifestazioni come "aMare Leggere", che mette insieme viaggio, scuola e libri, dimostrano quanto i ragazzi siano desiderosi di vivere la lettura come esperienza e non soltanto come attività individuale.
Anche i concorsi letterari che proponiamo registrano un’adesione considerevole di giovani autori, segno di una forte esigenza di esprimersi attraverso la scrittura. Inoltre, molti teenager utilizzano i social per creare comunità di lettori, condividere recensioni e scoprire nuovi autori. Tutto ciò evidenzia che il libro continua ad essere percepito come uno strumento vivo, capace di generare relazioni e confronto.
Se dovesse indicare una qualità che la lettura può contribuire a sviluppare e che ritiene fondamentale per costruire una società più giusta, inclusiva e consapevole, quale sceglierebbe e perché?
Sceglierei la facoltà di comprendere l'altro. È una caratteristica, un’attitudine che racchiude empatia, ascolto, rispetto ed apertura mentale. Ogni libro ci invita ad uscire dai confini della nostra esperienza personale per entrare in quella di qualcun altro. È un esercizio di conoscenza e di umanità che ha un enorme valore sociale. Tutto l’impegno ed il lavoro di redazione della squadra di Leggere:tutti, dalla pubblicazione della rivista all’organizzazione di manifestazioni come Food&Book Festival del libro e della cultura del cibo gastronomica,dalla partecipazione al Salone internazionale del libro di Torino ai viaggi letterari, hanno origine dalla convinzione che la lettura possa contribuire a creare comunità più consapevoli ed inclusive. Perché chi legge non acquisisce soltanto informazioni: sviluppa la capacità di comprendere il mondo e le persone che lo abitano.
Parlare di libri significa spesso parlare di storie. Ma parlare di lettura significa anche parlare di persone, relazioni, comunità e futuro. Le riflessioni condivise da Patrizia D'Attanasio ci ricordano che la cultura non è un semplice patrimonio da conservare, ma una responsabilità collettiva da coltivare ogni giorno.
In un mondo che sembra chiedere risposte immediate, i libri continuano a insegnarci il valore dell'ascolto, del dubbio e della comprensione reciproca. E forse è proprio qui che risiede la loro forza più grande: nella capacità di formare persone prima ancora che lettori.
Perché il futuro non si costruisce soltanto attraverso le innovazioni o le grandi decisioni. Si costruisce anche attraverso le parole che scegliamo di leggere, condividere e tramandare. E in questo percorso, la letteratura continua a essere una delle guide più preziose che abbiamo.
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