(Per chi crede ancora nelle parole)
C’è un momento, nella vita di ogni progetto editoriale, in cui bisogna scegliere.
Scegliere se inseguire il rumore o restare in ascolto.
Se correre dietro ai numeri o fermarsi davanti a una frase che vibra.
Se pubblicare per occupare spazio o pubblicare per lasciare traccia.
Viviamo un tempo in cui l’editoria sembra muoversi sempre più secondo logiche veloci, talvolta spietate. Classifiche che cambiano in una notte. Libri che durano quanto una stagione. Parole che rischiano di diventare prodotto prima ancora di essere respiro. Librerie che chiudono, librerie che aprono.
Eppure, noi abbiamo scelto un’altra strada ma forse sarebbe meglio dire, per una questione di umiltà, la nostra strada.
Abbiamo scelto di costruire uno spazio che abbia a cuore le parole.
Non come slogan, ma come responsabilità.
Ma questa scelta non nasce non solo da una strategia ma anche da una storia personale.
Prima di decidere di diventare un editore, sono un lettore. Uno di quelli dalle notti passate con un libro sul petto, incapace di chiuderlo perché dentro c’era qualcosa che mi riguardava. Nasce dalla consapevolezza che alcune pagine mi hanno formato più di tante lezioni.
Che certe frasi mi hanno salvato nei momenti in cui non avevo le parole per spiegarmi.
Forse è per questo che oggi ho deciso di fare questo lavoro.Non per “fare libri” ma per restituire quella stessa possibilità a qualcun altro.
Crediamo che ogni storia meriti rispetto.
Che ogni autore meriti ascolto.
Che ogni libro debba nascere da una necessità, non da una tendenza.
Non ci interessa pubblicare tanto.
Ci interessa pubblicare bene.
Con cura. Con tempo. Con attenzione.
Per noi un libro non è un oggetto da immettere sul mercato.
È un dialogo che comincia.
È un ponte tra chi scrive e chi legge.
È un atto di fiducia.
Non ignoriamo le difficoltà.
Non fingiamo che sia semplice.
Ci sono giorni in cui la fatica pesa, in cui le scelte sembrano controcorrente.
Ma ogni volta che un autore ci affida il suo manoscritto, ogni volta che un lettore ci scrive dicendo “mi sono ritrovato in quelle pagine”, capiamo che vale la pena restare fedeli a questa visione.
Questo blog nasce per questo:
per raccontare cosa c’è dietro un libro,
per condividere il lavoro invisibile,
per mostrare il tempo, le revisioni, le domande, i dubbi, le emozioni che precedono la pubblicazione.
Vogliamo parlare di parole.
Di quelle che restano.
Di quelle che curano.
Di quelle che fanno rumore dentro, anche in silenzio.
Non siamo qui per inseguire il mercato.
Siamo qui per costruire senso.
E forse, in fondo, per restare fedeli a quel ragazzo che legge fino a tardi convinto che dentro un libro possa esserci una parte di sé.
Se anche tu credi che un libro possa essere ancora un luogo di incontro,
allora questo spazio è anche tuo.
Con cura,
Giacomo
L’Editore

La cosa più difficile da fare, in questo mondo, è restare fedeli a se stessi. Questa è la più grande sfida dell’essere umano. Non vedo l’ora di potervi seguire!❤️
Grazie mille cara Francesca per le tue bellissime parole e per il tuo sostegno. Ci impegneremo ogni giorno per restare fedeli a noi stessi, ai nostri valori, ai nostri ideali per pubblicare storie che riescano a lasciare qualcosa dentro.